Ingegneria inversa. Novità da Roswell

ROSWELL, NEW MEXICO. Che cos’è l’ingegneria inversa? Dall’inglese “reverse engineering“, l’ingegneria inversa consiste nello studio di manufatti tecnologici realizzati da altri e giunti in nostro possesso. L’idea è quella di utilizzare le conoscenze e le tecnologie presenti nell’oggetto sottoposto ad esame al fine di realizzare altri manufatti simili. In alternativa, lo scopo può essere il costruire interfacce adatte all’oggetto originale. Da tempo si sospetta che i militari statunitensi lavorino su particolari manufatti alieni per ricrearne la tecnologia. Nuovi scenari in merito sembrano aprirsi, grazie a recenti rivelazioni sui fatti accaduti a Roswell nel 1947.

Testimonianze inedite su Roswell

Sul notissimo incidente di Roswell testimonianze e puntuali resoconti si sprecano. Però risulta particolarmente interessante una nuova voce sui fatti del luglio del 1947, che rafforza una ipotesi circolante da tempo. Che un oggetto volante non identificato fosse precipitato nel deserto del New Mexico e che fosse stato fatto oggetto di intensi studi da parte dei servizi segreti e dei militari USA è infatti una tesi molto nota. Meno noto, anzi, diciamo pure inedito, è ciò che sarebbe stato scoperto da questi studi.

Stanton Terry Friedman

Il 13 maggio di due anni fa il famoso fisico canadese Stanton Terry Friedman è venuto a mancare. Friedman può essere considerato come il maggior esperto mondiale sul caso Roswell. Lo scorso 26 giugno il Museo della regione di Fredericton, località canadese dove lo scienziato risiedeva, gli ha dedicato una mostra esclusiva, ricca di reperti e documenti sui fatti del New Mexico. Grazie ai redattori del sito di informazioni ufologiche argentino Mystery Planet – che hanno potuto passare dettagliatamente in rassegna i tanti documenti lasciati da Friedman – è possibile oggi leggere una preziosissima lettera/testimonianza, che apre scenari davvero inquietanti.

La lettera

Un certo Shawn, texano figlio di un militare di stanza a Fort Worth, Texas, all’epoca dei fatti, racconta nella missiva fatta recapitare a Friedman il 26 gennaio 2010, ciò che suo padre aveva visto ed appreso. Egli parla anche di precise prove documentali. In sintesi, il padre rivelò a Shawn che una notte di luglio del 1947 un ufficiale della base aerea radunò in fretta un ristretto gruppo di volontari per un volo nel New Mexico. Un volo non certo di routine: a bordo dell’aereo da trasporto C54 c’erano militari armati di tutto punto. Inoltre il convoglio volante era formato da un ulteriore C54, un bombandiere e due caccia di scorta. Inoltre, v’era persino un generale a sovraintendere le operazioni. Atterrati in una base aerea, per mezzo di veicoli da terra i militari sono stati portati in una zona piuttosto isolata. Il luogo era già presidiato dalla polizia militare, che impediva l’ingresso all’area. Solamente a seguito di un cenno del generale fu possibile accedere al luogo dello schianto. Ciò che il padre vide non aveva niente di simile agli altri incidenti che gli era capitato in passato di esaminare.

L’analisi del relitto

La familiarità del padre di Shawn nei confronti dei caccia a reazione indusse il generale a spingerlo a studiare bene il relitto e verificare se si poteva recuperare qualcosa. La lega metallica di cui era fatta la fusoliera non era affatto usuale. Essa appariva molto leggera e resistente. Un ulteriore singolarità era il fatto che l’intera struttura dell’oggetto precipitato sembrava fusa in un unico pezzo, senza alcuna saldatura. Si trovavano inoltre dei lunghi pezzi di plastica morbida, simili a spaghetti, la cui funzione appariva ignota. I pochi simboli presenti sulla scocca interna del veicolo erano caratteri mai visti prima. Alcuni sedili reclinabili, dalle dimensioni ridotte, attirarono la sua attenzione. I braccioli di questi erano sagomati per poter ospitare comodamente… mani con sei dita!

Reperto recuperato a Roswell con evidenti simboli ignoti

I corpi alieni

Qualche giorno dopo il padre di Shawn, in un ulteriore volo, si trovò imbarcato assieme a tre cadaveri alieni sotto ghiaccio, l’equipaggio del veivolo distrutto recuperato dalla polizia militare. Potendone ispezionare i corpi, egli poté osservare che:

  • si trattava di figure umanoidi;
  • erano piccoli, ma con la testa molto grande, senza orecchie e palpebre;
  • avevano sei dita.
Rappresentazione plausibile di un bio-robot alieno in Roswell

Il programma di recupero

Da quel luglio del 1947 fu attivo un vero e proprio programma di recupero del veivolo alieno, nel quale il padre di Shawn, per le competenze ingegneristiche che aveva, fu totalmente coinvolto. Di seguito, le principali informazioni sul progetto che emergono dalla lettera a Friedman:

  • l’elettricità, se trasmessa ai materiali all’interno della nave, ne cambiava la forma e generava alcune singolari proprietà;
  • gli alieni erano collegati telepaticamente ai circuiti integrati della nave. Erano essi stessi “parte” della nave;
  • gli alieni non erano dei veri alieni, bensì creature prodotte artificialmente per mezzo di sofisticate tecniche bioingegneristiche;
  • la nave aveva, come propulsore, una sorta di “motore psichico” generato telecineticamente dalle menti dei bio-robot alieni;
  • il veivolo era un vascello interdimensionale, in grado di saltare a piacere in qualsiasi punto dello spaziotempo;

Infine, tutti i tentativi di ingegneria inversa dettero scarsissimi risultati.

Jonathan Mary Peacock

caporedattore di “The Alien intruder, Pensacola, Florida.

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