Blanco Romasanta: il lupo mannaro di Spagna

ESGOS, GALIZIA. Una storia terribile, quella di Manuel Blanco Romasanta. Siamo in Spagna, nella prima decade del XIX secolo. In un piccolo, remoto villaggio della Galizia, Aldea de Regueiro, nasce uno strano bambino. Strano, poiché i genitori – a quanto si racconta – non furono capaci, a seguito del parto, di stabilirne il sesso con certezza. Chiamarono il piccolo neonato Manuela, credendolo inizialmente femmina. E così fu educato per i primi anni di vita. Soltanto molto tempo dopo, quando la creatura aveva l’età di sei anni, una visita medica ribaltò l’opinione della famiglia sulla sua sessualità biologica. Due anni dopo, Manuela divenne definitivamente Manuel. Recenti studi, compiuti dal medico forense galiziano Fernando Serrulla, hanno tentato di ricostruire la vicenda, svelandoci una realtà ben diversa. A quanto pare, il piccolo Blanco Romasanta nacque effettivamente femmina, ma affetta da una sindrome assai rara: pseudoermafroditismo. L’incredibile quantità di ormoni maschili secreti dal corpo della bambina avrebbero portato, nel corso degli anni, ad un processo di virilizzazione, trasformando nel fisico e nell’animo il/la piccolo/a Manuel/Manuela.

Le origini del mostro

La vita di Manuel, per quanto ne sappiamo, scorse piuttosto regolare fino quasi a metà secolo – per la precisione fino al 1844 – quando l’ormai uomo aveva 35 anni. Nonostante la statura bassissima – pare compresa tra 135 e 150 centimetri – e le fattezze androgine, Blanco Romasanta riuscì a vivere una vita normale: studiò, trovò lavoro come sarto, si sposò. Morta la moglie nel 1833, Manuel cambiò vita e si dette alla vendita ambulante, girovagando per tutta la Galizia, sino in Portogallo. Nel frattempo egli scoprì una opportunità di guadagno ulteriore, proponendosi come guida di montagna. Questo fatto lo portò a errare ancor di più per le terre di Spagna: Cantabria, Asturie e Castiglia. E proprio in Castiglia, a León, la vita di Manuel cambiò radicalmente.

La morte dell’alguacil

Il conestabile di León, detto anche “alguacil” – dall’arabo وزير, wizir – Vicente Fernández, venne trovato misteriosamente ucciso in un giorno dell’autunno 1844. Costui pare avesse provveduto al sequestro di tutto il negozio ambulante di Manuel, per un debito cospicuo di quest’ultimo. I giudici sospettarono subito di Blanco Romasanta, anche perché le dicerie sul conto del venditore ambulante non mancavano. Si raccontava in giro di almeno altre due sue vittime in passato: un domestico e un collega ambulante. La condanna fu di dieci anni di reclusione in contumacia, poiché Manuel risultò irreperibile, essendosi dato alla fuga per tempo in Galizia.

La metamorfosi

Durante il rifugio galiziano, che durò alcuni anni, Blanco Romasanta si dedicò a svariati lavori e riuscì a farsi diverse amicizie nel villaggio dove viveva. Fu in questo periodo che sorse e si alimentò la “leggenda nera” del lupo mannaro. Molte delle donne disperate del paese, infatti, furono convinte dall’uomo a lasciar tutti i beni e farsi accompagnare altrove, presso parroci e curati i quali avrebbero loro consentito di rifarsi una vita migliore prestandovi servizio. Ma la realtà fu ben diversa.

L’uomo lupo di Allariz

Numerose donne, con i loro figli, furono in realtà guidate da Manuel Blanco Romasanta verso una morte spaventosa. Il mostro, lungo il viaggio della speranza, approfittando di zone boscose, uccise spietatamente le povere vittime con violenza inaudita, cibandosi parzialmente dei loro cadaveri e lasciando il resto ai lupi. Pare anche che egli ne recuperasse il grasso, per poi rivenderlo sotto forma di sapone nel suo negozio ambulante. Furono proprio i vestiti e le poche cose delle vittime, trovate fra le cianfrusaglie in vendita sul banco di Manuel, a portarlo a processo nel 1852 ad Allariz.

Manuel Blanco Romasanta, in un ritratto d’epoca.

La confessione

Il feroce assassino confessò ai giudici ben tredici omicidi, soprattutto donne e bambini. Ma egli giustificò i fatti sostenendo di essere stato sempre preda di una terribile maledizione: una metamorfosi che lo trasformava ogni volta in un uomo lupo.

Licantropia: verità o menzogna?

Ovviamente la corte non credette ad una parola. Manuel Blanco Romasanta fu così condannato a morte per garrota. Ma la cosa non finì affatto così. La regina Isabella II di Spagna convertì la pena in ergastolo, per consentire ad un ipnotista parigino di studiare il caso del lupo mannaro di Allariz. Il medico francese, probabilmente Joseph-Pierre Durand de Gros, filosofo e socialista militante, sostenne la tesi della licantropia. Secondo l’ipnotista, il povero Manuel sarebbe stato effettivamente affetto da un disturbo mentale grave, che lo avrebbe portato a “trasformarsi psichicamente” in un lupo. Dunque, il mistero ad oggi ancora rimane: un killer opportunista e mentitore o un pazzo malato di licantropia?

Efisio Luis Vega Rubio

docente di Psichiatria criminale presso l’Università Cattolica di Santiago de Compostela

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