Birra psichedelica nella Cina preistorica

HANGZOU, CHINA. Non solo ayahuasca. A Quiaotou, Cina meridionale, una equipe di archeologi ed antropologi internazionali ha scoperto un singolare rituale funebre ancestrale, risalente a circa 9 mila anni fa. Una ritualità che coinvolge una bevanda particolare e, a quanto sembra, in tal caso, psicoattiva: la birra. Da sempre l’alcohol è stato considerato, praticamente da ogni cultura umana, un formidabile strumento di alterazione della coscienza. Testimonianze in questo senso ci arrivano dall’Antico Egitto, dal Vicino Oriente, dalle Ande. Il più antico indizio di consumo di birra risale addirittura a 13 mila anni fa, da parte della cultura Natufiana, nel Vicino Oriente. Per la prima volta, però, a Quiaotou è l’uso rituale di una sostanza alcolica che viene datato con certezza.

La scoperta archeologica

Nella zona della città di Yiwu, epicentro della cosiddetta cultura neolitica di Shangshan, gli archeologi hanno scoperto un particolare luogo di sepoltura, con due scheletri umani, circondato da un fossato artificiale, ricco di particolari ceramiche (vasi e brocche finemente decorati). Attraverso approfondite analisi chimiche, sulla superficie delle brocche e dei vasi, sono stati riscontrati residui di una particolare birra, realizzata con riso, lacrime di Giobbe – una graminacea orientale -, tuberi e funghi. Inoltre, sono emerse evidenti tracce di lievito e muffa, ingredienti fondamentali nella fermentazione. Jiajing Wang, antropologo del Dartmouth College che ha partecipato alla scoperta, afferma: “Questa birra antica […] non sarebbe stata come [quella] che abbiamo oggi. Invece, era probabilmente una bevanda leggermente fermentata e dolce, che probabilmente era di colore torbido”.

Immagine tratta da “Early evidence for beer drinking in a 9000-year-old platform mound in southern China”

Una porta verso altre dimensioni?

Si tratta, con ogni probabilità, della conferma di un sapiente uso di sostanze psicoattive nella ritualità funebre e religiosa già nel tardo Olocene. Per capirne la pregnanza rituale e sacra, si consideri che il riso – componente prevalente della birra di Quiaotou – in un periodo dove le popolazioni cinesi locali erano ancora dedite alla caccia e la raccolta, era certamente un prodotto scarso e considerato di lusso. Una bevanda fermentata a partire da esso doveva pertanto essere utilizzata esclusivamente in occasioni molto speciali. Ad esempio, in un rituale specifico, ove la bevanda veniva ingerita in onore dei morti.

Le muffe, i funghi

Un dato importante, da non sottovalutare, è il fatto che le analisi hanno riscontrato la presenza di una “abbondante” quantità di muffe e funghi. Oltre a favorire la fermentazione, queste sostanze non potrebbero forse anche aver funzionato come agenti psicotropi? E a quale scopo? Per mantenere vivo, attivo, un legame con i defunti? Un rituale, dunque, in grado di spalancare le porte della percezione ad altre dimensioni?

La psilocibina

Tra le sostanze naturali note, dalle quali è possibile ricavare una bevanda psichedelica, in grado di alterare la percezione e modificare il proprio stato di coscienza, ricordiamo la già citata ayahuasca, il san pedro, il peyote, nonché numerosi funghi allucinogeni. Il principio attivo di questi ultimi è la psilocibina la quale, si dice, sia in grado di causare delle vere e proprie esperienze mistiche. La cultura medica tradizionale cinese ci ha tramandato numerosi esempi di funghi allucinogeni di questo genere. Che sia semplicemente un caso?

Sergio Kazikian

Dipartimento di Antropologia e Tradizioni Orientali, Università del Borro

membro permanente del Centro Studi e Ricerche “Filippo Buonarroti”

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