schiava cougar cerca padrone possente

Sono quella che nell’immaginario collettivo è vista come una panterona, ma sono anche una…schiava.

Mi è sempre piaciuta questa contrapposizione di genere, di giorno donna tutta di un pezzo, di notte cagna ubbidiente.

Fin dalla mia giovinezza ho avuto l’indipendenza economica, la mia innegabile bellezza faceva poi da attrattiva a tutti gli uomini del mio piccolo paese prima, e della grande città dove da più di dieci anni mi sono trasferita. Non ho più una età tenerissima ma ancora mi piace fare sbavare gli uomini dietro di me.

Mi vesto con abiti provocanti, spesso il mio seno non è racchiuso in nessun indumento intimo, e le maglie rigorosamente bianche che indosso, fanno ben trasparire i miei capezzoli. Tutti mi vedono come la classica mangia uomini, ma hanno una bella sorpresa quando nel chiuso della camera da letto mi trasformo in un ubbidiente schiavetta

Non mi piace comandare tra le lenzuola, ho sempre lasciato l’iniziativa ai miei compagni di gioco, e piano piano sono scivolata in una vera e propria schiavitù sessuale, una schiavitù indispensabile per provare eccitazione e godimento. Con il mio maschio sono una cagna ubbidiente, una vacca in calore, insomma la schiavetta perfetta.

Cerco un padrone possente, meglio se con esperienza passata di dominazione, sia fisica che celebrale.

Mi piace qualche frustata ogni tanto, ma quello che amo di più è la sottomissione mentale, quella sottomissione che mi porta a leccare i piedi fino a farli splendere, o a bere la pioggia dorata che il mio padrone vorrà donarmi.

È forse il pissing la pratica che più mi fa eccitare, in ginocchio in attesa della calda orina del mio padrone, con le sembianze non più di una donna ma di un cesso umano, la bocca aperta per raccogliere tutte le gocce di quel bel colore ambrato, e a volte di quel sapore pungente.

Bere il piscio mi fa bagnare tra le gambe in maniera fuori dal comune, questo particolare modo di fare sesso mi piace particolarmente, perché è grazie ad esso che ho avuto la consapevolezza del mio modo di essere.

È successo qualche decina di anni fa, quando l’allora mio compagno di gioco me lo propose in maniera titubante, io in quel periodo ero ancora una donna normale, mi piaceva assoggettarmi ai piaceri dei miei amanti, ma non mi sentivo ancora una schiava.

Quando il mio maschio di allora mi domando se volevo bere il suo piscio, una scossa colpi la mia figa, gli umori che immediatamente sgorgarono dalla mia fessura in mezzo alle cosce sottolineo la mia eccitazione, un eccitazione che raggiunse il culmine quando le prime gocce colpirono il mio corpo.

Quella volta godetti come un ossessa, ma la cosa migliore fu la certezza di essere una schiava, schiava che adesso tramite quest’annuncio cerca il suo possente padrone, per mettere a sua disposizione il mio corpo voglioso.

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